La storia dell’Alfa Romeo

La Nascita del mito

L’Alfa Romeo non è un marchio è uno stile di vita! E’ una passione è il cuore che batte nel petto di ogni automobilista sportivo! Un cuore rosso di passione dal 1910!

Era il 24 giugno, un caldo afoso stringeva la madonnina di Milano e dalle ceneri della Società Italiana Automobili Darracq nacque l’A.L.F.A. (acronimo di “Anonima Lombarda Fabbrica Automobili”). Nel 1918 l’azienda cambiò nome in “Alfa Romeo” in seguito all’acquisizione del controllo della società da parte di Nicola Romeo.

La proprietà dell’Alfa Romeo passo’ di mano nel 1933, per volere del Duce, allo stato italiano che nel 1986 la cedette al gruppo F.I.A.T.

Nel 1910 abbiamo la nascita della prima A.l.f.a. al mondo, la 24HP progettata da Giuseppe Merosi. Nel 1911, ad un anno dalla sua nascita, l’A.l.f.a. partecipa al primo evento sportivo!

Nel 1915 Nicola Romeo acquisisce la proprietà dell’A.l.f.a. e nel 1918 ne modifica la ragione sociale in Alfa Romeo.

Nel 1920, nell’era post bellica, i successi sportivi continuano con l’arrivo di una giovane promessa ENZO FERRARI! Enzo già al primo anno conquisto’ un ottimo secondo posto alla Targa Florio  con l’Alfa Romeo 40-60 HP.

Ma come nasce il quadrifoglio (fonte Wikipedia)?

Il simbolo del quadrifoglio apparve per la prima volta su una delle quattro “RL Targa Florio”, appositamente preparate da Giuseppe Merosi per la gara siciliana che, in quell’epoca, era considerata la competizione più prestigiosa.

Per la Targa Florio del 1923, Merosi aveva messo a punto quattro vetture, affidandole ad Antonio Ascari, Enzo Ferrari, Giulio Masetti ed Ugo Sivocci. Quest’ultimo, scopritore e amico fraterno di Ferrari, era un pilota di grande esperienza e competenza tecnica, ma spesso sfavorito dalla sorte e considerato l’eterno secondo.

La RL Targa Florio di Ugo Sivocci.

Nell’occasione, per scacciare la sfortuna, Sivocci aveva fatto dipingere sulla calandra della propria vettura con un quadrato bianco in cui campeggiava un quadrifoglio verde e la rocambolesca conclusione di quella “Targa”, disputata sul circuito delle Madonie, convinse gli scaramantici circa l’efficacia dell’amuleto.

Quasi a voler confermare le doti taumaturgiche del quadrifoglio, qualche mese più tardi, avvenne il tragico incidente nel quale perse la vita Sivocci, l’8 settembre 1923, sul circuito di Monza durante le prove del 1º Gran Premio d’Europa, da allora per ragioni scaramantiche il numero di gara 17 non fu più assegnato alle auto da corsa italiane e, pur in assenza di disposizioni ufficiali, dalla stagione 1924 la carrozzeria delle Alfa Romeo da competizione venne decorata con il quadrifoglio verde; in memoria di Sivocci, il quadrato bianco fu sostituito da un triangolo, a significarne l’assenza.

Ormai divenuto simbolo storico della casa di Arese, nel secondo dopoguerra il quadrifoglio venne utilizzato anche per contraddistinguere le versioni particolarmente sportive della produzione di serie Alfa Romeo, comparendo per la prima volta sulla fiancata della “Giulia TI Super” del 1963, anche detta “Giulia Quadrifoglio“. Negli anni ottanta la valenza simbolica del quadrifoglio venne sdoppiata per denominare ufficialmente le versioni di maggior pregio della produzione, distinguendo tra “Quadrifoglio Verde” per gli allestimenti sportivi e “Quadrifoglio Oro” per gli allestimenti particolarmente accessoriati.

Un plauso tra le auto piu’ importanti per la nostra storia lo si deve all’Alfa Romeo Tipo P2 8 cilindri sovralimentata del 1925 che conquisto’ la bellezza di 14 competizioni sportive, la 6C 1500 del 1928 con la quale vinse all’esordio Enzo Ferrari e la P3 serie 8C del del 1931 che esordi’, come la sua progenitrice, con una vittoria schiacciante (260CV e 650Kg).

Per quanto riguarda la produzione di serie ritroviamo nella 6C del 2300 la nascita del primo scudetto Alfa Romeo: cio’ era dovuto ad un motivo tecnico legato alla disposizione del radiatore.

La prima auto Alfa Romeo prodotta interamente in catena di montaggio fu la 1900 del 1950, lo stesso anno e quello seguente con le splendide 158 e 159 l’Alfa Romeo domino’ la Formula 1 con due splendidi titoli mondiali.

Rispettivamente nel 1962 e nel 1966 nacquero due icone: la Giulia e la Duetto, quest’ultima impressiono’ gli americani nel film Il Laureato del 1967. Nello stesso decennio nacque una delle auto piu’ iconiche della storia di tutto l’automobilismo: la 33 Prototipo sfociata poi nella magnifica 33 stradale!

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Alfa Romeo 33 Stradale 8 cilindri a V, 260cv, 600 kg, autotelaio: scocca centrale in profilati di magnesio collegati da lamiera e telaietti ausiliari in magnesio imbullonati.

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Nel 1963 apri’ le porte il reparto corse piu’ famoso del mondo: L’Autodelta! All’Autodelta si deve la sigla G.T.A. (Gran Turismo Alleggerita) che caratterizza le auto del biscione piu’ sportive, fece la sua comparsa in casa Alfa nel 1966 con la Giulia GTA che passo’ dai 950Kg della versione GT ai 745Kg della GTA grazie all’utilizzo del Peraluman 25 per la carrozzeria.

Il termine degl’anni 60 e gli anni 70 ci portano in dote la 1750 in sostituzione della Giulia, l’AlfaSud che rappresenta la prima Alfa Romeo a trazione anteriore ed il piu’ grande club di appassionati Alfisti: il R.I.A.R. (Registro Italiano Alfa Romeo –> http://www.registroalfaromeo.com/).

Nel 1979 ricordiamo la presentazione dell’Alfetta 2000TD prima auto italiana TurboDiesel.

Gli anni 80 e 90 sono caratterizzati dalla nascita della 75 per celebrare il settantacinquesimo anno di attività del brand milanese, dalle innumerevoli vittorie touring della nuova 155  GTA nei campionati DTM, BTCC e Campionato Spagnolo e dalla replica dei successi sportivi, e di mercato, con la bellissima 156 disegnata da Walter De Silva.

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 Alfa Romeo 155 GTA 6 cilindri a V, 420Cv a 12.000 giri/minuto, trazione 4×4.

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Nel 2000 l’Alfa Romeo presento’ la 147, forse l’auto dell’era moderna piu’ apprezzata. Era dotata di un sofisticato sistema di sospensioni anteriori, in alcuni modelli era presente il differenziale autobloccante meccanico e non ultimo la versione GTA fu una delle ultime auto a montare lo storico motore Busso 3.2 V6 24V.

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Alfa Romeo 147 GTA 3.2 V6 24V, 250 CV 6.200 giri/minuto

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Gli anni 2000 proseguirono con la dinamica Alfa GT, la berlina 159 anche in versione sportwagon Q4 e la pluripremiata Alfa Romeo Brera/Spider.

La rinascita del mito: l’Alfa Romeo ha storicamente legato il suo brand al piacere di guida, al design ed alla sportività. Tuttavia negl’ultimi anni 2000 gli appassionati hanno recriminato al brand milanese d’aver abbandonato la trazione posteriore ed in parte rinunciato alla sportività per premiare le economie di scala.

Il ritorno alla trazione posteriore:

Nel 2007 venne presentata la 8C Competizione: la vettura è stata progettata e sviluppata in Italia dall’Alfa Romeo in collaborazione con Maserati, quest’ultima si è occupata della produzione presso i propri stabilimenti a Modena. Il sodalizio si è avvalso anche della consulenza di un’azienda esterna: allo sviluppo ha infatti collaborato anche la Dallara Automobili, già partner di Maserati nel progetto MC12. La 8C è stata prodotta in 1000 esemplari (500 coupe e 500 spider).

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8C Competizione, 8 Cilindri a V, 450 CV.

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Nel 2013 finalmente le voci degli appassionati sono state ascoltate ed Alfa Romeo ha presentato quella che per molti è una delle auto piu’ belle e tecnicamente avanzate degli ultimi decenni: la Alfa Romeo 4C! La 4C, come anche la 8C, è frutto della collaborazione tra la Dallara Automobili, la Maserati e l’Alfa Romeo.

Trazione posteriore, telaio completamente in carbonio, nessuna servoassistenza per lo sterzo, aria condizionata come optional gratuito, il peso limitato a 900 Kg e 240 CV! E’ l’Alfa Romeo che tutti aspettavano, ed è bellissima:

4c-coupe Alfa Romeo 4C coupè versione 2016

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L’anno successivo, nel 2014 la neonata Fiat Chrysler Automobiles rilasciò un nuovo piano industriale che prevedeva la nascita della futura Giulia, venne concepita da un foglio bianco e con una piattaforma completamente inedita, battezzata Giorgio. Il responsabile del progetto fu’ Philippe Krief: il pianale Giorgio si distingue da tutte le altre piattaforme di serie Alfa Romeo degli ultimi trent’anni (tranne modelli in serie limitata 8C Competizione e 4C) per essere dotato di motore longitudinale e soprattutto della trazione posteriore assente dai modelli Alfa Romeo di grande serie dal 1993, ovvero dal termine della produzione della Alfa 75.

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Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, 6 Cilindri a V Biturbo 510 CV.

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La Giulia Quadrifoglio è stata premiata da Top Gear “Auto dell’anno”  e “Auto del 2016” dai lettori.

L’Uiga, Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive, ha votato la Giulia “Auto Europa 2017”, Auto Bild  l’ha premiata come “Volante d’Oro 2016” e come “auto più bella”.

Portato a casa anche il titolo di EuroCarBody2016 accreditato dall’Automotive Circle International, il Car of the Year in Olanda di Autoblog.nl, miglior auto per famiglia nel Trofeo Argus 2017 in Francia, “Auto dell’anno” per Hispanic Motor Press e “Best New Luxury Car 2017” nel Driver’s Choice Award.

Ha infine ottenuto un tempo stratosferico sul famoso inferno verde in configurazione standard da far impallidire le concorrenti di categoria,  ha battuto auto espressamente concepite per la pista:

Auto Tempo
Giulia Quadrifoglio 7:39
Lamborghini Murcielago LP640 7:40
Mclaren SLR 7:40
Porsche 911 GT3 7:40
Porsche Panamera Turbo S 7:52
BMW M4 Coupe 7:52
Audi RS4 7:58
Cadilac CTS-V 7:59
Mercedes C-63 AMG Coupe 8:01

Infine ha conquistato le 5 stelle nel test di sicurezza EuroNCAP.

Alfa Romeo è riuscita, con la Giulia, a ristabilire la supremazia del marchio italico nell’affollato segmento D delle premium car!

Dopo il concept del 2003, Kamal, anche l’Alfa Romeo si è affacciata nell’affollatissimo segmento dei SUV: nel 2016 è stato presentato il SUV secondo Alfa Romeo: STELVIO!

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Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio, 6 Cilindri a V Biturbo 505 CV 4×4

Lo Stelvio si posiziona ai vertici di categoria per finiture, design, qualità costruttiva ma soprattutto per qualità dinamiche. Secondo tutte le maggiori testate giornalistiche è diventata il punto di riferimento per quanto riguarda l’handling per il mercato SUV. E’ l’auto da battere!

La meccanica è derivata dall’Alfa Romeo Giulia, per la prima volta nel panorama mondiale un SUV puo’ essere guidato esattamente come una berlina sportiva! Distribuzione dei pesi 50:50, 1640 kg di peso (di circa 200Kg piu’ leggera rispetto alla concorrenza), sospensioni indipendenti, albero di trasmissione in carbonio e la trazione quattro a controllo elettronico. Il primo SUV “Alfista” è tra noi!